Resident Evil: Retribution – Arriva il Quinto R.E.

Siamo oramai al quinto film dedicato ad una delle serie horror più famose. Tratto dall’omonimo videogioco, Resident Evil ha subito una trasposizione la cui fama e notorietà sono dovute alle atmosfere inquietanti e ad un’ottima sceneggiatura. Il primo episodio però quanto a spessore non è stato facilmente raggiunto dai suoi seguiti, più o meno riusciti, più o meno interessanti. Il regista Anderson stavolta cerca di tornare ai fasti passati riproponendoci una storia per molti versi simile proprio al primo episodio. Siamo oramai in una fase finale dell’epidemia del virus T, l’umanità è ormai quasi tutta ridotta a un ammasso di zombie e in pochi combattono ancora per la salvezza.

Nonostante tutto la famigerata Umbrella Corporation, la super multinazionale distributrice di armi virali che ha causato l’epidemia, trova ancora modo di sopravvivere con alcune filiali, sempre all’avanguardia nella tecnologia, come quella in Kamchatka (Risiko docet). Alice (Milla Jovovich) si risveglia in una di queste, dove ovviamente dovrà nuovamente salvare la propria vita lottando contro nemici vecchi e nuovi. La trama ripropone un immenso impianto sotterraneo, molto simile all’alveare del primo film, da cui i buoni dovranno scappare. Per il resto si sa, i mostri e i militari Umbrella tenteranno in tutti i modi di far brandelli della protagonista, che in fuga per la salvezza scoprirà nuovi inquietanti particolari sulla sua vita passata e sul destino che attende l’umanità. Tutto questo rischiava di creare confusione nello spettatore, a due anni di distanza dall’ultimo film, e con una trama complessiva che sembra ripetuta incessantemente nel corso della serie senza poi trovarne un autentico scopo oltre al far uscire nuovi film appetibili per il grande pubblico.

Molto utile torna quindi la specie di riassunto che ci viene proposto ad inizio film, che ripercorre le fasi salienti della propagazione virale e della lotta contro il virus che Alice e i suoi compagni più fedeli hanno avuto nel corso della storia. Ci si vuole quindi presentare con un film più semplice e lineare, con un capo ed una coda, e ricco di una buona dose di azione e scene di combattimenti mozzafiato e ralenty magistrali (senza citare l’ormai immancabile 3D); come al solito siamo al limite del videogame, con alcune vecchie conoscenze (come l’enorme zombie con mazza del precedente film) e protagonisti precedenti a tornare sullo schermo, cosa che non mancherà di far felici i fans. Stavolta sembra che il lavoro sia riuscito meglio, ma forse la minestra riscaldata troppe volte può iniziare a stancare…oppure come ci insegna Anderson basta solo rigirarla più volte e far finta di non sapere cosa ci aspetta.