Resident Evil: Afterlife – Il migliore?

Il quarto capitolo della saga Resident Evil prosegue dove il precedente Resident Evil Extinction si era fermato: Alice (Milla Jovovich) dà la caccia ad Umbrella Corporation, e grazie ai suoi poteri di clonazione scatena l’inferno nella sede centrale dell’azienda, in Giappone, per colpire al cuore il presidente della multinazionale, Albert Wesker. A quel punto Alice si mette in viaggio alla ricerca di sopravvissuti, in un mondo devastato dal virus T che rende zombie le persone. Captando un segnale proveniente da una zona sicura, Arcadia, Alice si reca nella zona a cui il segnale rimanda, in Alaska. Qui incontrerà Claire Redfield (Ali Larter) una dei sopravvissuti del film precedente.


Il quarto episodio di questa serie tratta dal videogioco Capcom trova vecchi e nuovi protagonisti nuovamente alle prese con il virus T e i suoi effetti micidiali. Stavolta, a parte il 3D che sta diventando più una mania che una necessità reale, di nuovo sullo schermo c’è ben poco: gli stessi zombie sono meno presenti degli altri film e meno ‘aggressivi’, a parte uno di questi particolarmente ingigantito che maneggia con grazia un’enorme ascia bipenne, tanto per dare un tocco di medioevalità alla cosa.
Sequenze d’azione ben dirette, con una certa propensione per il rallenty ed effetti alla bullet time in stile Matrix, anche se nulla che non si sia già visto; qualche sorpresa sul finale, dialoghi scarni e poco consistenti e qualche gradassata d’obbligo in questo tipo di film, per non deludere i fans e per non far annoiare eccessivamente tutti gli altri: tutto sommato guardabile.

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