Silent Hill: Revelation Recensione Completa

L’omonimo videogioco della Konami viene trasposto sul grande schermo per la seconda volta. Il primo film, Silent Hill, aveva i presupposti per diventare un cult. Questo Revelation si ispira invece al terzo capitolo della saga digitale. La storia vede la protagonista, Heather Mason (Adelaide Clemens), sconvolta da inquietanti incubi su una sinistra cittadina, Silent Hill, dove la giovane non è mai stata prima. Il padre cerca di proteggerla da una inquietante setta segreta, che sembra fare capo proprio a quella cittadina. Quando il padre viene rapito, alla giovane non resta che recarsi verso la fonte dei suoi più paurosi incubi assieme a Vincent (Kit Harington), suo compagno di scuola, per scoprirne gli inquietanti segreti.


Il 3D sembra l’unica scusante per riproporre un film che ha già avuto un ottimo predecessore. La storia infatti, gira e rigira è sempre quella: il demone e le sue diaboliche e inumane creazioni infestano la città e la fanno diventare un inferno in terra; i membri della setta si aggirano tra il pulviscolo e la nebbia, travestiti da militari con maschera antigas per non respirare le esalazioni negative. E in questo scenario post apocalittico si muove la protagonista, passando da una ambientazione ad un’altra come le location di un videogame, ma senza quella continuità che sarebbe imposta dal cinema. Le scenografie sono per lo più ben ricreate, complice la computer grafica.

Il più grosso difetto è che la storia non ha profondità, i personaggi sono scarsamente caratterizzati e le scelte che compiono sembrano dettate dalla superficialità e senza plausibili motivazioni, mentre certe scene sembrano peccare nel montaggio. I demoni restano l’unico punto decente, con le infermiere inquietanti al primo posto, capaci di sollevare dalla generale piattezza incombente e dalle squallide battute su facebook dei protagonisti, che fanno perdere ogni parvenza di epicità laddove ce ne poteva essere. I colpi di scena che potevano risultare impattanti vengono sprecati in modo frettoloso e accompagnati da una iniziale confusione in cui solo chi ha apprezzato il videogioco può districarsi: per il resto non rimane che tornare alla consolle o al primo film se si vuole apprezzare davvero il mondo di Silent Hill.

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